Benvenuti, Felice Gimondi

L’animo latino che il ciclismo non deve tradire

Benchè io sia nato e vissuto tra le brume della Val Brembana, mi sono sempre considerato una persona ed un atleta di animo latino. A dispetto della mia timidezza e riservatezza, ho sempre amato il clima, l’atmosfera ed i modi della gente mediterranea. Quando ero corridore, prediligevo le classiche del Sud e le correvo sempre con grande ispirazione, contornato da un calore che non ho mai dimenticato.

Avevo in quegli anni migliaia di tifosi al Meridione che stravedevano per me, e che non mi hanno mai fatto mancare il tributo del loro affetto. Ancora oggi, vado spesso a Roma, a Napoli, in Sicilia, luoghi a cui sono rimasto molto legato, come pure la Puglia, la Calabria, la Sardegna, in pratica tutto il centro-sud. Viviamo in un paese magnifico diviso in due, purtroppo, ed ho sempre pensato che questo rappresenti un grande limite: al Sud c’è una ricchezza di risorse, di creatività, di talenti che non è adeguatamente valorizzata, ed è un vero peccato.

Cosa c’entra tutto questo con la nostra Granfondo 2018? C’entra eccome, non fosse altro perché celebriamo la mia vittoria alla Vuelta Espana con una maglia i cui colori – il giallo e il rosso – trasmettono calore, sentimento, passione mediterranea, tutto quello che ci accomuna alla vicina Spagna. Ho un ricordo nitido di quella vittoria, senza nessuna penombra: una volta sola ho corso la Vuelta, e l’ho vinta.

Quanti grandi campioni la Spagna ha regalato al ciclismo… Prima di me, Bahamontes e Poblet. Poi, nei miei anni, Ocana e Fuente. Una tradizione proseguita in tempi recenti come un’iperbole che va da Indurain a Contador e che continuerà ancora. Il ciclismo spagnolo è quello delle sfide torride, delle indigestioni di salite. Per me una terra fortunata, dove ho vinto una Vuelta e un mondiale.

L’ultimo epigono di questa tradizione – Alberto Contador, appunto – ha chiuso la carriera alla sua maniera proprio alla Vuelta Espana: un torero che ipnotizza l’arena conquistando la sua ultima corrida sull’Angliru, che giorno superbo! L’animo latino del ciclismo è questo, il coraggio di osare, il gusto dell’impresa misurandosi con lo sforzo estremo. E’ istinto e non calcolo. E’ tutto quello che ognuno, anche il più nordico di noi, dovrebbe portare dentro di sé quando sale in sella. La bici è fantasia, non aritmetica.

Ricordiamocene, al via da Bergamo: sarà per tutti una giornata ancora più bella.

Felice Gimondi

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