Da vedere

(Carta a cura del Touring Club)

Da vedere…. da conoscere…lungo il percorso

Non è facile poter pensare di fare il turista correndo la “Gimondi”, ma lungo il percorso molto scenografico della Gran Fondo si affacciano veri e propri capolavori dell’arte e dell’architettura.

Gorle

Le origini del borgo sono antichissime ma, per mancanza di fonti certe, non è possibile proporre una datazione precisa. Oltre al caratteristico centro storico, a Gorle si può ammirare la Chiesa Parrocchiale, di antica fondazione, decorata e arricchita da pregevoli opere di artisti locali. L’economia di Gorle è legata prevalentemente all’allevamento e all’agricoltura.
Dista 5 chilometri da Bergamo, conta 5.062 abitanti (Gorlesi) e ha una superficie di 2,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 2109,17 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 268 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Gorle ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 4.388 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 5.062 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 15,36%. Gli abitanti sono distribuiti in 1.666 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,04 membri. Il territorio del comune risulta compreso tra i 247 e i 275 metri sul livello del mare.

Scanzorosciate

Scanzo è di origine romana, ma già nel terzo secolo a.C. vi si erano insediate popolazioni di origine celtica. Nel V secolo, con l’invasione dei barbari di Alarico, il borgo romano di Scanzorosciate venne completamente distrutto e gli abitanti si rifugiarono nella rocca sul Monte Bastia. Nel 568 con la discesa del popolo longobardo in Italia gli abitanti di Scanzo lasciarono il Monte Bastia per insediarsi in una nuova zona pianeggiante, dove fondarono un nuovo borgo. Durante il periodo delle signorie, il territorio di Scanzo e dei paesi vicini fu teatro di aspre lotte tra Guelfi e Ghibellini.
Va ricordato che in tempi più recenti, nel 1864, a Scanzo il conte Piccinelli iniziò i primi esperimenti per la produzione del cemento compiendo i primi passi che portarono alla creazione dell’azienda Italcementi.
Con tale iniziativa si avviò anche la trasformazione dell’economia del territorio da agricola ad industriale. 
Un’altra particolarità di questa zona è la produzione del Moscato di Scanzo. Stando alla tradizione, le prime notizie su questo vino risalgono alla conquista romana del territorio scanzese. Il primo documento storico risale al 27 gennaio 1398. Le tecniche di vinificazione e appassimento dell’uva dei nostri giorni ne hanno fatto un prodotto di particolare pregio.
Dista 6 chilometri da Bergamo, conta 8.695 abitanti (Scanzorosciatesi) e ha una superficie di 10,7 chilometri quadrati per una densità abitativa di 812,62 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 297 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Scanzorosciate ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 8.179 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 8.695 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 6,31%. Gli abitanti sono distribuiti in 2.928 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,97 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 256 e i 665 metri sul livello del mare.
Cenate Sopra – Dista 15 chilometri da Bergamo, conta 2.082 abitanti (Sanleonesi) e ha una superficie di 6,9 chilometri quadrati per una densità abitativa di 301,74 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 330 metri sopra il livello del mare.
Cenni anagrafici: Il comune di Cenate Sopra ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.639 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 2.082 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 27,03%. Gli abitanti sono distribuiti in 664 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,14 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 276 e i 1.150 metri sul livello del mare.

Cenate Sopra

E’ un centro collinare ai piedi del Monte Misma. Tipico centro collinare Cenate Sopra è un piccolo Comune su cui domina imponente l’architettura della parrocchiale, dedicata a San Leone Papa, chiesa d’origine cinquecentesca che ha subito molte trasformazioni e ampliamenti tra cui quello del 1732 a opera di Giovan Battista Caniana. All’interno interessanti opere come l’assunzione del Moroni o una Madonna con i santi del Ceresa. Meta obbligata per gli amanti della natura che vogliono scoprire un ambiente incontaminato è la frazione di Valpredina alle pendici del monte Misma. La conca, che sale da 380 metri fino a 750, rappresenta un’oasi ecologica dove è stato creato un orto botanico: si possono ammirare centinaia di varietà di piante tipiche della flora mediterranea.  L’intera area è stata riconosciuta dalla Regione come riserva naturale. Sul monte Misma, a 800 metri di quota, si erge l’antico santuario di S. Maria Assunta, in una posizione che domina l’intera valle. Al santuario si arriva per i sentieri che salgono da Sant’Ambrogio o dalla Val Calchera, oppure attraverso un tracciato lungo ma meno impegnativo che parte dal santuario della Forcella di Pradalunga.
Dista 15 chilometri da Bergamo, conta 2.082 abitanti (Sanleonesi) e ha una superficie di 6,9 chilometri quadrati per una densità abitativa di 301,74 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 330 metri sopra il livello del mare.
Cenni anagrafici: Il comune di Cenate Sopra ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.639 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 2.082 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 27,03%. Gli abitanti sono distribuiti in 664 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,14 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 276 e i 1.150 metri sul livello del mare.

Trescore Balneario

Centro viario e termale di rilievo già in epoca romana, dotato nel medioevo di un imponente sistema fortificato. Notevoli le tracce architettoniche e i monumenti appartenenti a tutte le epoche. Nella spaziosa piazza dallo schema regolare, troneggia la possente Torre Suardi del XIII sec. ripristinata nel ‘700 all’altezza originale. Proseguendo nella via principale, si incontra subito la parrocchiale neoclassica dalla bella cupola, dove si conservano interessanti dipinti dei veneti Balestra e Ricci. Salendo al colle Niardo si può ammirare il castello omonimo. Ma Trescore è conosciuto per un gioiello: gli affreschi di Lorenzo Lotto alla cappella Suardi, a lato dell’omonima villa, lungo la statale del Tonale. Il ciclo di affreschi è dedicato alle storie di santa Barbara e santa Brigida ed eseguito su commissione dei Suardi nel 1524. In località Canton, non è difficile individuare l’imponente struttura di villa Terzi, una delle espressioni più complete e significative di architettura settecentesca dell’intera provincia. Numerose le chiese sussidiarie, alcune di epoca romanica, altre del periodo barocco, che conservano pregevoli opere d’arte.
Dista 14 chilometri da Bergamo, conta 7.967 abitanti (Trescorensi) e ha una superficie di 13,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 599,02 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 271 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Trescore Balneario ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 7.075 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 7.967 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 12,61%. Gli abitanti sono distribuiti in 2.826 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,82 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 235 e i 861 metri sul livello del mare.

Entratico

Il suo nome, di origine celtica, significa “villaggio dell’antro”. Il paese, la cui struttura rurale è ancora vivacemente testimoniata dalla presenza di numerosi cascinali rustici posti ai margini dell’abitato, è noto per una particolarità: la buca del Corno che si raggiunge salendo a piedi dal Santuario dell’Annunciata, la cui costruzione risale al 1535. E’ una suggestiva grotta lunga cinquecento metri con un dislivello tra l’imboccatura inferiore e superiore di trentacinque metri. Gli scavi hanno portato alla luce resti di uomini dell’età della pietra (4500-2500 avanti Cristo). Attrezzata oggi per le visite turistiche, illuminata e dotata di segnalazioni interne, la grotta rappresenta una interessante meta dove si possono ammirare ambienti in cui l’erosione dell’acqua ha creato effetti quasi architettonici. Attorno alla buca del Corno e ai suoi meandri si sono sviluppate numerose storie e leggende. Oltre all’interesse geologico una visita alla Buca del Corno offre un’interessante panoramica di specie animali e vegetali.
Dista 18 chilometri da Bergamo, conta 1.452 abitanti (Entratichesi) e ha una superficie di 4,1 chilometri quadrati per una densità abitativa di 354,15 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 299 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Entratico ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.354 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 1.452 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 7,24%. Gli abitanti sono distribuiti in 467 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,11 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 260 e i 716 metri sul livello del mare.

Luzzana

Fa parte di un gruppo di tre comuni con meno di tremila abitanti: Luzzana, il più piccolo con soli 726 abitanti, si trova  a cavallo del torrente Bragazzo che a sua volta scorre nella valle dell’Acqua. Nel paesino spicca il castello duecentesco, più volte ristrutturato per renderlo abitabile: proprio nel castello ha sede l’Unione dei Comuni della media Val Cavallina.
Dista 19 chilometri da Bergamo, conta 716 abitanti (Luzzanesi) e ha una superficie di 3,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 216,97 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 310 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Luzzana ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 617 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 716 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 16,05%. Gli abitanti sono distribuiti in 219 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,27 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 278 e i 925 metri sul livello del mare.

Borgo di Terzo

Borgo Di Terzo è costituito da due parti distinte, Borgo e Terzo appunto, di cui Terzo è la più antica, posta su un terrazzo naturale cui si accede deviando dalla statale del Tonale dopo aver oltrepassato due ripidi tornanti. Un’unica stretta viuzza su cui si affacciano antichi e pregevoli palazzi compone il centro storico di Terzo e al fondo spicca la chiesa di San Michele con annesso un bellissimo chiostro seicentesco.
Dista 20 chilometri da Bergamo, conta 932 abitanti (Borghesi) e ha una superficie di 1,8 chilometri quadrati per una densità abitativa di 517,78 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 300 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Borgo di Terzo ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 772 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 932 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 20,73%. Gli abitanti sono distribuiti in 331 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,82 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 290 e i 1.099 metri sul livello del mare.

Vigano San Martino

Situato alle pendici del monte Pranza, si trova in una posizione molto riparata e stupendamente inserita nel verde circostante. Proprio perché toccato solo marginalmente dalla statale 42, Vigano ha mantenuto una struttura viaria ben conservata, coi nuovi insediamenti distribuiti in modo regolare al di fuori del caratteristico centro storico, fatto di strade strettissime e ad andamento irregolare con scorci improvvisi e inaspettati.
Dista 20 chilometri da Bergamo, conta 989 abitanti (Viganesi) e ha una superficie di 3,6 chilometri quadrati per una densità abitativa di 274,72 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 363 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Vigano San Martino ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 926 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 989 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 6,80%. Gli abitanti sono distribuiti in 374 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,64 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 300 e i 1.099 metri sul livello del mare.

Casazza

E’ tra i comuni più grandi della Val Cavallina e il suo abitato si articola in vari nuclei disposti sui due versanti idrografici della vallata. Quello più recente, che costituisce il centro della cittadina, sorge sul fondo valle lungo l’asse viario della Statale del Tonale che costeggia il Cherio. E’ qui che sono dislocati i vari insediamenti commerciali e industriali più importanti. Eventi idrologici, legati all’attività del torrente Drione, hanno accumulato sul fondo valle, nel corso dei secoli, notevoli strati di detriti alluvionali che hanno provocato in varie epoche distruzioni come quella dell’antica chiesa di San Giovanni. In questa zona un interessante esempio di architettura civile è palazzo Bettoni, lungo la via Nazionale: qui venne ospitato Giuseppe Garibaldi. La frazione Mologno è situata sul versante sinistro della valle: lungo una bella strada acciottolata si arriva a questo borgo antico e più su al Castello, sulla sommità del colle. Antiche dimore, dalle caratteristiche strutture medioevali compongono il tessuto urbano di questa frazione. Dall’altra parte, sul versante destro della valle sono ubicate invece le frazioni di Molini, Colognola e Fornaci. A Molini, in particolare, sono identificabili caratteristiche stratificazioni insediative simili a quelle di Mologno, databili attorno all’XI e XII secolo.
Dista 23 chilometri da Bergamo, conta 3.481 abitanti (Casazzesi) e ha una superficie di 7,0 chilometri quadrati per una densità abitativa di 497,29 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 349 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Casazza ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 3.266 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 3.481 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 6,58%. Gli abitanti sono distribuiti in 1.158 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,01 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 318 e i 1.275 metri sul livello del mare.

Gaverina Terme

Si dice che in tempi lontani a Gaverina, in località Posanguei, ci fosse un centro abitato con una filanda di seta e una calchera, attività che vennero sepolte insieme al paese da una frana scesa dalle falde della montagna della Cornalera, il centro rivaleggiava con l’altro nucleo abitativo in località Carbonale. Col tempo i due abitati si costituirono in Comuni: Piano e Gaverina, distanti poche centinaia di metri. Solo con il dominio della Repubblica Veneta i due comuni si fusero insieme, dapprima con il nome di Gaverina con Piano, poi solo Gaverina. Oggi il paese si chiama Gaverina Terme. La conformazione geografica di questo comune è singolare: è composto da quattro contrade dislocate nella conca compresa tra le pendici del monte Gallo e del monte Altinello. Provenendo da Casazza si incontra Fonti, ricca di verde e di acque dove appunto si sfruttano le acque bicarbonato-alcalino-sulfuree per l’imbottigliamento e le cure termali, Trate, piccolo borgo antico dove si nota la chiesetta barocca dedicata alla Vergine Addolorata, nella quale sono conservati due dipinti settecenteschi e una pala attribuita a Giovanni Carobbio. Salendo dal piazzale delle terme si giunge alle contrade di Gaverina e Piano. Il nucleo di Gaverina è dominato dalla chiesa di S. Rocco, XVII sec., situata su uno sperone roccioso dove sorgeva il castello medievale dei principi Giovanelli. A Piano, situata su un pianoro verso il colle Gallo, è ancora visibile la torre della famiglia Suardi, risalente all’epoca delle Signorie. L’albergo in stile liberty delle quattro sorgenti termali risale al 1920.
Dista 26 chilometri da Bergamo, conta 906 abitanti (Gaverinesi) e ha una superficie di 5,1 chilometri quadrati per una densità abitativa di 177,65 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 599 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Gaverina Terme ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 829 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 906 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 9,29%. Gli abitanti sono distribuiti in 364 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,49 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 400 e i 1.068 metri sul livello del mare.

Albino

Il suo territorio si estende lungo il fondovalle seriano su entrambi i versanti. Il nome deriva dal latino Albinus, probabile fondatore del primo nucleo abitato. Il territorio di Albino fu popolato sin da tempi antichissimi e il primo documento in cui compare il nome della località “vico Albines” risale all’anno 892. Fu importante centro sotto la dominazione di Roma e partecipò alle lotte tra guelfi e ghibellini. In periodo medievale possedette un castello i cui resti vennero utilizzati dalla popolazione per ricostruire il paese a seguito delle distruzioni apportate durante le lotte tra le varie fazioni. Durante la dominazione veneta ebbero un forte impulso le attività economiche legate alla produzione tessile e alla lavorazione del ferro. Verso la fine del XIX secolo sorsero i primi cotonifici Honegger e Albini, e il cementificio Guffanti confluito poi con altri minori nel gruppo che diede vita a Italcementi. L’entrata in funzione della ferrovia rese possibile lo sviluppo industriale del fondovalle, mentre i quartieri residenziali si concentrarono più a monte.
Dista 13 chilometri da Bergamo,  conta 16.376 abitanti (Albinesi) e ha una superficie di 31,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 523,19 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 342 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Albino ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 15.769 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 16.376 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 3,85%. Gli abitanti sono distribuiti in 6.215 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,64 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 317 e i 1.160 metri sul livello del mare.

Nembro

L’area dove sorge il comune di Nembro era già abitata nell’età del Rame. Nel medioevo, il borgo fu capoluogo della bassa valle e sede del vicariato bergamasco. Di origine quattro-centesca è la chiesa di San Nicola, arricchita da pitture di Gian Paolo Lavagna, Palma il Vecchio e San Sebastiano dove si trova un bel polittico di Jacopo Gavasio. Di origine trecentesca, ma decorata con preziosi affreschi del 400, la chiesa di San Maria. La Parrocchiale, con l’alta cupola ellissoidale, è invece del ‘700.
Dista 9 chilometri da Bergamo, conta 11.108 abitanti (Nembresi) e ha una superficie di 15,2 chilometri quadrati per una densità abitativa di 730,79 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 309 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Nembro ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 11.116 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 11.108 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -0,07%. Gli abitanti sono distribuiti in 4.023 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,76 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 285 e i 1.227 metri sul livello del mare.

Selvino

Nella notte dei tempi Selvino era il fondale di un grande mare, ne sono la prova le conchiglie di animali marini conservate fra strati di rocce facilmente rinvenibili sul monte Purito. Durante l’impero romano invece l’area era coperta da una fitta selva, con animali anche feroci, attraversata da un sentiero che serviva per il traffico di schiavi utilizzati nelle cave di Dossena. Monete e suppellettili romane sono state rinvenute in alcune grotte della zona. Ulteriori ricerche scientifiche confermano che, durante l’alto Medioevo, l’altopiano di Selvino era coperto da una foresta di faggi. A conferma di ciò la tradizione orale ricorda che uno degli alimenti delle generazioni passate era la fasa (un achenio, faggina o faggiola, frutto del faggio). Si racconta anche di gare fra i ragazzi per raggiungere la vetta del monte Purito passando da un faggio all’altro, senza scendere dagli alberi. E’ in questo periodo che si verificano i primi insediamenti temporanei estivi nei tegetes, specie di baite o stalle coperte da tegoli di legno o da lastre di pietra, di proprietà di grandi conventi che mandavano le loro mandrie all’alpeggio. La prima testimonianza scritta dell’esistenza del paese si trova in una pergamena del 955 dell’Archivio capitolare di Bergamo. Annotazioni della nascita del paese di Selvino sono ancora reperibili in un antico atto notarile scoperto dallo storico bergamasco, Celestino Colleoni, vissuto nel 1600. Solo nel 1766 il paese conquista il diritto ad un proprio Comune e statuto, diventando nel tempo un nodo strategico a cavallo tra la Val Seriana e la Valle Brembana.
Dista 21 chilometri da Bergamo, conta 2.006 abitanti (Selvinesi) e ha una superficie di 6,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 313,44 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 960 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Selvino ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.837 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 2.006 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 9,20%. Gli abitanti sono distribuiti in 703 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,85 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 570 e i 1.227 metri sul livello del mare.

Bracca

Oltre al caratteristico centro storico, a Bracca è possibile ammirare la Chiesa Parrocchiale, di antica fondazione, che conserva al suo interno numerose opere di artisti locali e le Fonti Termali, già in uso nei primi anni del 1800 e famose per la cura di disturbi dell’apparato digerente e reni.
Dista 25 chilometri da Bergamo, conta 755 abitanti (Bracchesi) e ha una superficie di 5,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 137,27 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 400 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Bracca ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 620 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 755 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 21,77%. Gli abitanti sono distribuiti in 257 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,94 componenti.Il territorio del comune risulta compreso tra i 350 e i 1.131 metri sul livello del mare.

San Pellegirno Terme

Notissima per le sue acque minerali, sfruttate a fini curativi fin dal Settecento, San Pellegrino Terme si presenta come un’elegante cittadina termale. Molto significativo è il gruppo di edifici legato allo sfruttamento delle sorgenti: il Grand Hotel, il palazzo della Fonte e il Casinò Municipale, tutti dovuti alla matita di Romolo Squadrelli e Luigi Mazzocchi. D’impronta tipicamente liberty, con squarci decorativi anche di notevole suggestione (come il “salone della Bibita”, di gusto pompeiano). Il Casinò, chiuso nel primo dopoguerra, funge oggi da sede congressuale e culturale.
San Pellegrino deve il suo nome al vescovo di Auxerre, evangelizzatore della Francia, martirizzato sotto Diocleziano, diventato patrono della prima comunità cristiana, il quale seppe unificare nella fede, prima che nei civili rapporti del libero Comune, sorto intorno al Mille, i diversi nuclei familiari preesistenti e storicamente documentati, che, ancora oggi, si contraddistinguono con i nomi dati da coloro che li abitarono (Antia -1131, Alino- detto Eli- 1210, Apletto -1207, Sussia -1224, Ruspino, Opulo, Piazzo, Val San Buz- Valsambusso ecc.).
Più tardi compariranno i nomi delle famiglie di tali contrade: Busi, Carimani, Salaroli, Sonzogno, Pesenti, Borselli, Mascheroni, Orlandini, Oprandi, Galizzi, Micheli, ecc.
Gli storici concordano nel ritenere che queste famiglie fossero già presenti nelle contrade sopra citate, ma, chi siano i veri primi abitatori delle terra che verrà poi denominata San Pellegrino, non è facile a dirsi.
Gli storici ritengono che i primi fondatori fossero gli Orobi, di origine Celtica, ritiratisi dalla città verso le Valli (essendo essi in prevalenza popoli incolti, dediti soprattutto alla pastorizia e alla caccia) dinnanzi all’avanzata di altre popolazioni che occuparono la zona: i Liguri, gli Etruschi, i Galli Cenomani e infine i Romani che, con Giulio Cesare, accordarono anche ai bergamaschi la cittadinanza romana. Altri storici sono invece propensi a ritenere che la provincia bergamasca fosse un feudo longobardo e citano a testimonianza il “Castello della Regina”, sopra Sussia e i numerosi vocaboli longobardi rimasti nella lingua parlata: Corte, Brolo, Massaro, e altri termini botanici come Salecc (salici) Falecc (felci) Sambuss (sambuco) Opel (acero), Frasnito- Frasnadel (frasna- sorbo selvatico) che finirono col dare il nome ad alcune contrade. Sotto le dominazioni dei Longobardi e dei Franchi si costituiscono le prime comunità cristiane.Per secoli le risorse della Valle, a causa della prevalenza di terreno montano poco produttivo, rimangono limitate alla pastorizia, all’agricoltura di montagna, alla tessitura casalinga ed all’artigianato; a queste attività economiche si aggiunge il flusso migratorio che rimane una delle principali fonti di reddito dai tempi più antichi fino all’inizio del Novecento. Dopo il tramonto della Repubblica di Venezia, nel XVIII secolo, si succedono, in Bergamasca, la Repubblica Cisalpina ed il dominio francese del Regno Italico di Napoleone. Il 1848 segna per San Pellegrino una tappa importante per il riacquistato interesse intorno alle sorgenti di acque minerali, interesse che si accentuerà sotto il dominio austriaco, segnando la premessa della fortuna futura del territorio. L’anno di svolta è il 1899,quando si assiste ad un effettivo cambiamento della struttura economico-sociale di San Pellegrino nonché del suo piano urbanistico.
L’apporto di capitali considerevoli dalla Società Anonima delle Terme, da società private (Pesenti, Licini, Palazzolo; società milanesi Mazzoni, Granelli) dà il via ad una serie di costruzioni legate al termalismo, alla qualità dell’acqua, di seguito riconosciuta in tutta Italia tale da fare diventare San Pellegrino la “Vichy d’Italia”. Nel 1901 si inaugura lo stabilimento dei Bagni e della Sala Bibite; dal 1902 al 1907 si assiste alla costruzione del Grand Hotel e del Casinò realizzati dall’architetto Squadrelli. La realizzazione della ferrovia che attraversa la Valle Brembana, terminata nel 1904, costituirà un’importante via di collegamento con la città di Bergamo. Oggi della Belle Epoque non restano che alcuni edifici splendidi che riportano alla memoria l’eleganza e le feste di un tempo passato.
Dista 25 chilometri da Bergamo, conta 4.976 abitanti (Sampellegrinesi) e ha una superficie di 22,6 chilometri quadrati per una densità abitativa di 220,18 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 358 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di San Pellegrino Terme ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 5.290 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 4.976 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -5,94%. Gli abitanti sono distribuiti in 2.000 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,49 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 336 e i 1.502 metri sul livello del mare.

San Giovanni Bianco

Inserito nel Parco delle Orobie, il paese di San Giovanni Bianco (m.400 s.l.m.) occupa una ridente conca, che alterna al verde del paesaggio i morbidi colori delle contrade, che dal fondo valle salgono a lambire i crinali di Paglio ed il gruppo del Cancervo (m.1800). La caratteristica architettura del centro storico, segnata dagli archi delle vie porticate e dall’intreccio dei ponti che scavalcano le acque del Brembo e dell’Enna, testimonia le origini medievali del comune, il cui sviluppo favorì il graduale espandersi dell’economia della valle. Famosa è divenuta la contrada di Oneta e la casa di Arlecchino, ora museo della maschera più amata della Commedia dell’Arte. Questa terra diede anche i natali a grandi pittori, quali il Cariani (‘500), il Ceresa (‘600) e, più tardi il Gozzi e lo Steffani. Al centro della devozione popolare la reliquia della Sacra Spina della Corona di Cristo, portata come bottino di guerra, depredato alle truppe del Re di Francia Carlo VII, dal sangiovannese Vistallo Zignoni, che se ne avvalse come salvacondotto di precedenti condanne penali. Alla fine del ‘400 la reliquia, con altri preziosi, venne consegnata alla Serenissima in cambio di un cospicuo vitalizio.
Dista 29 chilometri da Bergamo, conta 4.997 abitanti (Sangiovannesi) e ha una superficie di 31,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 159,14 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 448 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di San Giovanni Bianco ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 4.757 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 4.997 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 5,05%. Gli abitanti sono distribuiti in 1.861 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,69 componenti.Il territorio del comune risulta compreso tra i 350 e i 1.835 metri sul livello del mare.

Taleggio

L’origine del nome Taleggio, deriva dalla base latina “Tilietulum”, col significato di “piccolo tiglietto”, diventata poi Tilleggio. I primi abitatori furono probabilmente cacciatori o pastori, si dice provenienti dalla vicina Valsassina, che via via trasformarono le basi di pascolo in sedi stanziali. Nel dialetto gli echi di linguaggi prelatini, ligure, retico, celtico, ma tanto, tantissimo latino. I documenti storici riportano all’eta’ carolingia, quando questo territorio fu dato in possesso al vescovo di Milano, successivamente venne ceduto in feudo a Bernabo’ e Galeazzo Visconti. Viene riportato che, proprio sotto Bernabo’, nella seconda meta’ del Trecento, la valle dovette mandare come tributo a Milano 200 forme di formaggio “bene stationatum”. Resistono i segni della storia e di una cultura contadina che ha plasmato in modo originale il territorio. Il reticolo delle mulattiere, i terrazzamenti con i muretti a secco, le tribuline o santelle affrescate ai crocicchi o lungo gli antichi percorsi, i cippi confinari, le finestrelle in pietra, i comignoli solitari, le abbeverate in terra battuta, i lavatoi di sasso, le torri dei roccoli, le piazzette in acciottolato. Oltre alla fama derivata dal famoso ‘stracchino’, l’elaborazione più originale di questa vallata sono gli edifici rurali a piöde. A volte singoli, spesso accostati, mirabilmente inseriti nel territorio, piccole dimensioni, un piano terra per ospitare le bestie, un primo piano, con un curiosissimo ingresso che si restringe in basso, per conservare il fieno, aperture simili a feritoie, nessuna gronda e soprattutto un tetto particolarissimo fatto di pesanti lastre di pietra calcare, dello spessore anche di 6-7 centimetri, appoggiate orizzontalmente, a scalare, una sopra l’altra: una verticalità incredibile e un peso enorme che veniva scaricato sui robusti muri laterali. Uno spettacolo di equilibrio, di forza e di armonia che e’ sempre più difficile ammirare, sia per le difficoltà tecniche, che la manutenzione di questi edifici comporta, i costi elevati e la mancanza di sovvenzioni.
Tra i monumenti storici, la chiesa più antica e’ senza dubbio quella di S. Ambrogio di Pizzino, le cui origini vengono fatte risalire all’anno 1000, sicuramente anteriore al 1300 anche la chiesa di S. Bartolomeo, antica parrocchiale di Vedeseta.
Dista 36 chilometri da Bergamo, conta 573 abitanti (Taleggini) e ha una superficie di 46,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 12,35 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 758 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Taleggio ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 684 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 573 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -16,23%. Gli abitanti sono distribuiti in 282 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,03 componenti.Il territorio del comune risulta compreso tra i 470 e i 2.009 metri sul livello del mare.

Gerosa

Il nome Gerosa sembra derivare dalla voce lombarda “GEROS” cioe’ ghiaioso. L’economia del paese di Gerosa e’ stata legata nel passato esclusivamente alla pastorizia ed alla produzione del carbone da legna. Centro agricolo e turistico della Valle Brembana, Gerosa si sviluppa alle pendici della Forcella di Bura che segna l’accesso in Val Taleggio. Esemplare il rispetto dell’uomo in questo ambiente, da ammirare la contrada Mulino: un insieme di antichi casolari ristrutturati e in parte abitati, raggiungibili ancora oggi tramite un caratteristico percorso pedonale, che solca il torrente omonimo e un ruscello suo affluente con due antichi ponti in pietra e prosegue per boschi e prati fino al Santuario Mariano della Madonna della Foppa. Il nucleo abitato di Gerosa, costruito nel 600 secondo una disposizione “a nastro”, ai due lati della strada che lo attraversa, è dominato dalla imponente Parrocchiale disegnata all’inizio del 700 da Gianbattista Caniana.
Dista 27 chilometri da Bergamo, conta 383 abitanti (Gerosini) e ha una superficie di 10,0 chilometri quadrati per una densità abitativa di 38,30 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 760 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Gerosa ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 360 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 383 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 6,39%. Gli abitanti sono distribuiti in 143 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,68 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 460 e i 1.580 metri sul livello del mare.

Brembilla

Il nome Brembilla accomuna la valle, il torrente che la percorre e il comune, il cui territorio ne occupa la parte media e inferiore. Questo nome e’ diffuso nella Bergamasca per indicare corsi d’acqua o canali che sboccano nel Brembo. Un tempo Brembilla non era un particolare centro abitato ma tutta una zona comprendente, oltre all’attuale Valle Brembilla, anche il territorio di Ubbiale-Clanezzo e il versante valdimagnino del Monte Ubione.
La storia di Brembilla annovera più di 100 contrade. Ancor più numerosi sono i ceppi dei Brembillesi sparsi nel mondo, diaspora nata dalla cacciata dei Brembillesi dal loro luogo di origine da parte dei dominatori Veneziani nel 1443. Il centro, che dà il nome alla valle, è interessante non soltanto per la sua imponente Parrocchiale neo-gotica, innalzata nel 1880, ma anche per l’architettura tradizionale delle sue case rurali, con i loro loggiati lignei.
Dista 20 chilometri da Bergamo, conta 4.242 abitanti (Brembillesi) e ha una superficie di 20,9 chilometri quadrati per una densità abitativa di 202,97 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 425 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Brembilla ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 4.128 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 4.242 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 2,76%. Gli abitanti sono distribuiti in 1.446 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,93 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 291 e i 1.502 metri sul livello del mare.

Berbenno

Balcone panoramico della valle, Berbenno è collocato su un dolce pianoro sotto il crinale che divide la Valle lmagna dalla Val Brembilla.
La chiesa parrocchiale di Berbenno, intitolata a S. Antonio Abate, ebbe origine nel XIII secolo, ma l’edificio attuale è frutto di una serie di interventi architettonici che a partire dal Settecento ne abbellirono e ampliarono le forme; ultimo, in ordine di tempo, la maestosa facciata a due ordini sovrapposti progettata da Luigi Angelini nel 1949.
Numerose e importanti le opere pittoriche conservate nell’edificio: affreschi e tele di V. A. Orelli, M. Picenardi, P. Ronzelli e G. Manzoni. Altro edificio religioso di Berbenno, che merita di essere conosciuto anche per la sua splendida collocazione panoramica a 933 m sulla cima del monte Poren, è la chiesetta di San Pietro, popolarmente conosciuta come S. Piro con il campanile dislocato a 50 m dall’edificio; all’interno una pala di A. Previtali, uno dei pittori più interessanti del Cinquecento bergamasco, che ebbe i natali proprio da genitori originari di Berbenno. Di notevole interesse sono i nuclei insediativi rurali che contornano il territorio del comune e che hanno sovente conservato intatte le loro caratteristiche edilizie originarie, tra questi Cà Baffeno, Cà Previtali, Prato del Sole, Cà Passero con la bella chiesa di S. Rocca e alcune pregevoli dimore civili di origine medioevale.
Dista 24 chilometri da Bergamo, conta 2.358 abitanti (Berbennesi) e ha una superficie di 6,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 374,29 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 675 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Berbenno ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 2.197 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 2.358 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 7,33%. Gli abitanti sono distribuiti in 823 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,87 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 350 e i 933 metri sul livello del mare.

Sant’Omobono Terme

Inserite in un contesto naturale tranquillo, molto interessante dal punto di vista speleologico e ideale per rilassanti passeggiate, le terme di S. Omobono Imagna  si trovano a circa 500 m di quota, nella Valle Imagna Superiore. Vantano un passato di elegante località termale (notevoli gli edifici sorti nei primi anni del Novecento) e un presente nel quale, al termalismo, si associano le attività tipiche di una stazione di villeggiatura climatica. Il paese è rinomato anche per la scuola di intaglio del legno.
Dista 23 chilometri da Bergamo, conta 3.182 abitanti (Santomobonesi) e ha una superficie di 10,8 chilometri quadrati per una densità abitativa di 294,63 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 427 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Sant`Omobono Imagna ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 2.970 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 3.182 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 7,14%. Gli abitanti sono distribuiti in 1.142 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,79 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 375 e i 1.006 metri sul livello del mare.

Valsecca

Posto nel cuore della Val d’Imagna, Valsecca sorge ai piedi della cima Quarenghi, uno dei culmini del monte Resegone. Le origini del borgo sono molto antiche ma non si hanno dati certi sulla sua fondazione. Interessante una visita al caratteristico centro storico e alla Parrocchiale, di antica edificazione, che conserva al suo interno pregevoli manufatti di artisti della zona. Anche a Valsecca l’economia è legata in prevalenza all’allevamento e all’agricoltura.
Dista 25 chilometri da Bergamo, conta 413 abitanti (Valsecchesi) e ha una superficie di 5,2 chilometri quadrati per una densità abitativa di 79,42 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 627 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Valsecca ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 450 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 413 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -8,22%. Gli abitanti sono distribuiti in 170 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,43 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 475 e i 1.452 metri sul livello del mare.

Costa Valle Imagna

Fino al 1300 circa non esisteva una popolazione residente in permanenza, si trattava probabilmente solo di un alpeggio per il bestiame e quindi abitato prevalentemente durante i mesi estivi. In effetti il clima invernale di Costa è rigido perchè il paese è orientato verso il lato nord-orientale della Valle, infatti Costa è chiamata la nevera della Valle Imagna. Dall’inizio del XX secolo Costa Valle Imagna è nota come stazione di villeggiatura. Dal paese è possibile godere di una vista mozzafiato sull’imponente monte Resegone.
Dista 28 chilometri da Bergamo, conta 620 abitanti (Costesi) e ha una superficie di 4,2 chilometri quadrati per una densità abitativa di 147,62 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 1014 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Costa Valle Imagna ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 654 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 620 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -5,20%. Gli abitanti sono distribuiti in 256 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,42 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 800 e i 1.432 metri sul livello del mare.

Bedulita

Il comune fa parte della Comunità Montana Valle Imagna. Le origini del borgo sono molto antiche ma non si hanno dati certi sulla sua fondazione. L’economia di Bedulita è legata prevalentemente all’allevamento e all’agricoltura, ma  recentemente sta avendo un buon impulso anche il turismo. Oltre al caratteristico centro storico, molto bella è la Chiesa Parrocchiale, di antica fondazione, ricostruita parzialmente nel XIX secolo, al cui interno si trovano preziosi affreschi quattrocenteschi, pregevole anche la torre campanaria, edificata su strutture risalenti al XII secolo.
Dista 20 chilometri da Bergamo, conta 710 abitanti (Bedulitesi) e ha una superficie di 4,1 chilometri quadrati per una densità abitativa di 173,17 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 600 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Bedulita ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 613 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 710 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 15,82%.  Gli abitanti sono distribuiti in 249 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,85 componenti.Il territorio del comune risulta compreso tra i 350 e i 1.006 metri sul livello del mare.

Capizzone

Capizzone è parte della Comunità Montana Valle Imagna. Particolarmente frequentato dai fedeli il vicino Santuario della Cornabusa. Interessante la Chiesa Parrocchiale, di antica fondazione, che conserva al suo interno pregevoli opere d’arte e il caratteristico centro storico.
Dista 17 chilometri da Bergamo, conta 1.194 abitanti (Capizzonesi) e ha una superficie di 4,6 chilometri quadrati per una densità abitativa di 259,57 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 454 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Capizzone ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.080 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 1.194 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 10,56%. Gli abitanti sono distribuiti in 435 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,74 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 307 e i 1.033 metri sul livello del mare.

Strozza

A Nel centro abitato si possono ancora ammirare numerose costruzioni risalenti all’epoca medievale, tra cui alcune case fortificate con tanto di torre, ma anche contrade molto caratteristiche e costruzioni in stile rustico. In ambito religioso riveste grande importanza la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea. Già citata in documenti risalenti al XIV secolo, ma parzialmente ricostruita nel XVIII secolo ed ulteriormente ristrutturata nei secoli successivi. Durante una di queste ristrutturazioni è emersa la muratura della parete meridionale della struttura quattrocentesca, con due monofore ad arco trilobato. All’interno notevoli sono gli intarsi dorati presenti nell’altare maggiore e nel coro, nonché l’organo di produzione della famiglia Serassi.
Dista 14 chilometri da Bergamo, conta 929 abitanti (Strozzensi) e ha una superficie di 3,8 chilometri quadrati per una densità abitativa di 244,47 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 378 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Strozza ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 854 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 929 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 8,78%. Gli abitanti sono distribuiti in 392 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,37 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 270 e i 914 metri sul livello del mare.

Almenno San Salvatore

Antica località sorta alla confluenza della Valle Imagna con la Valle Brembana. Di questa antica nobiltà rimane traccia sia nel principale dei due borghi storici, quello sul colle, che conserva ancora l’originaria fisionomia medievale, sia nei monumenti che sorgono sul territorio comunale. I Romani lasciarono opere imponenti, come la Via Militare della Rezia e il Ponte della Regina sul fiume Brembo con otto grandiose arcate. Seguirono secoli bui a causa delle invasioni barbariche, ma Almenno conservò la sua posizione di preminenza: fu Corte Regia longobarda e franca (sec. Vlll-IX), feudo del vescovo di Bergamo nel 975 e libero Comune a partire dal 1220, per poi subire ancora gli orrori delle lotte tra guelfi e ghibellini tra il XIV e XV secolo, infine divenne Signoria Viscontea e sede di Vicariato, fino alla fine del XVIII secolo. Nel corso di queste vicende Almenno si é arricchito di importanti testimonianze artistiche e alcune delle più note architetture in stile romanico della Bergamasca. La più celebre è senza dubbio la rotonda di San Tomé (1130-1150) le cui origini restano avvolte nel mistero. Sorta su un’area sepolcrale romana, è una delle poche testimonianze rimaste nel Nord Italia. L’edificio a pianta circolare realizza in modo perfetto il modulo costruttivo del romanico lombardo. Splendida la decorazione scultorea dei capitelli delle otto colonne della galleria inferiore e del matroneo. Più importante sotto l’aspetto storico, e non meno preziosa sotto l’aspetto artistico, é la Pieve di San Salvatore di Almenno, che sorge nella parte bassa del paese. La più antica chiesa del territorio, dalla quale sono nati tutti i luoghi di culto delle valli Brembana, Imagna e Brembilla. Le sue origini si fanno risalire al periodo longobardo, quando Almenno era Corte Regia e ospitò nel 755 d.C. il re Astolfo. La chiesa ospita alcuni affreschi fra i più antichi della Bergamasca, un pulpito del 1130 circa in arenaria con scolpiti i simboli dei quattro evangelisti, altri affreschi dei sec. IV-XVI, ma soprattutto la cripta del IX secolo, unica nella diocesi di Bergamo. Un altro gioiello di Almenno, la chiesa di Santa Maria della Consolazione, detta comunemente di San Nicola. Sorta nel 1488 per un voto della popolazione, fu affidata all’ordine degli Agostiniani, che vi edificarono vicino un monastero con un magnifico chiostro in stile tardogotico. Il complesso si trova in un’incantevole posizione sulla sommità di una collina ammantata di vigneti. Nella chiesa si conservano alcune tele di valore, come la “Trinità” del Previtali, datata 1517, la “Sacra Famiglia” di Francesco da Ponte, detto il Bassano (XVI sec.). Altri monumenti di rilievo sono le parrocchiali di San Salvatore Nuovo (1455) e di San Bartolomeo (1426).
Dista 12 chilometri da Bergamo, conta 5.679 abitanti (Almennesi) e ha una superficie di 4,7 chilometri quadrati per una densità abitativa di 1208,30 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 324 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Almenno San Salvatore ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 5.635 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 5.679 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 0,78%. Gli abitanti sono distribuiti in 1.941 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,93 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 239 e i 810 metri sul livello del mare.

Villa d’Almè

Con il nome generico di “Villa” erano comunemente chiamati i piccoli centri rurali di pertinenza di una chiesa plebana o di una corte signorile. “Villa de Lemine” è il nome originario del paese nato tra l’anno novecento e il mille. Anche in questa area la presenza umana risale all’epoca della preistoria attorno al 4.000 a.C., successivamente, tra i primi insediamenti troviamo i Liguri e gli Etruschi, seguiti dai Galli e poi dai Romani. Sotto la dominazione veneta fu importante sede di fonderie dei cannoni dei quali si serviva la Serenissima per i suoi eserciti e la sua flotta.  Durante le guerre per l’indipendenza e l’unità d’Italia, ospitò Giuseppe Garibaldi che riuscì a coinvolgere alcuni Villesi nella famosa Spedizione dei Mille. Nel territorio del Comune sono presenti alcuni edifici pregevoli da visitare come Villa Locatelli Milesi costruita nel 1798, Villa del Ronco Alto, la seicentesca Villa Olmo, Villa Baglioni del 1700, come pure le case coloniche Cà dell’Ora e Cà del Piantù.
Dista 9 chilometri da Bergamo, conta 6.591 abitanti (Villesi) e ha una superficie di 6,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 1046,19 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 300 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Villa d’Almè ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 5.798 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 6.591 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 13,68%. Gli abitanti sono distribuiti in 2.018 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 3,27 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 249 e i 625 metri sul livello del mare.

Almè

Posta nel punto di confluenza tra la valle Brembana e la valle Imagna , Almè è un borgo di antica origine, che vanta un pregevole nucleo storico, incardinato sulla romanica pieve di San Michele (sec. XI). L’abitato fa praticamente corpo con la vicina Villa d’Almè, tradizionale centro residenziale della cintura di Bergamo.
Dista 8 chilometri da Bergamo, conta 5.723 abitanti (Almesi) e ha una superficie di 1,9 chilometri quadrati per una densità abitativa di 3012,11 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 294 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Almè ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 5.791 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 5.723 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -1,17%. Gli abitanti sono distribuiti in 2.014 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,84 componenti.Il territorio del comune risulta compreso tra i 239 e i 326 metri sul livello del mare.

Sorisole

Il documento più antico che riporta il nome di Sorisole risale al secolo IX d. C., si tratta di un atto nel quale il re longobardo Rachis fa dono del ‘fundus’ ad un prete di nome Liminone.
Dista 7 chilometri da Bergamo, conta 8.287 abitanti (Sorisolesi) e ha una superficie di 12,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 673,74 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 415 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Sorisole ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 8.120 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 8.287 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 2,06%. Gli abitanti sono distribuiti in 2.933 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,83 componenti.Il territorio del comune risulta compreso tra i 286 e i 1.146 metri sul livello del mare.

Ponteranica

Ponteranica si estende lungo i declivi del colle a nord di Bergamo, tra i due rami del torrente Morla. Il nucleo antico di Ponteranica era parte del territorio di Sorrisole, Ponteranica, Azzonica e Prato della Rovere. Si trattava di contrade che facevano parte dell’antica “corte Regia della Morla” di origine longobarda. Ponteranica fu roccaforte guelfa con strutture difensive formate dalle case forti del nucleo centrale, dal castello della Moretta e da torri poste sia sul colle Luvrida sia intorno all’abitato, in gran parte distrutte nella lotta con la fazione ghibellina. Nel 1809 Ponteranica fu aggregata al Comune di Bergamo insieme con altre terre circostanti fino a Villa d’Almè. Caduta l’amministrazione della Repubblica Napoleonica Cisalpina subentra a questa il governo Austriaco del Lombardo Veneto. Importante edificio di origine quattrocentesca, successivamente più volte rimaneggiato è la chiesa dei S.S. Alessandro e Vincenzo.
Dista 6 chilometri da Bergamo, conta 6.947 abitanti (Ponteranichesi) e ha una superficie di 8,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 836,99 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 381 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Ponteranica ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 7.084 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 6.947 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -1,93%. Gli abitanti sono distribuiti in 2.541 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,73 componenti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 291 e i 1.058 metri sul livello del mare.

Zogno

Antico centro di mercato, capoluogo storico della bassa valle Brembana, rinomato fin dal Seicento per la fabbricazione di carta degli stracci. Caratteristico il centro storico con i suoi stretti vicoli e le sue piazzette su cui si affacciano botteghe e palazzi signorili come Villa Belotti (dove visse lo storico Bortolo Belotti, autore della Storia di Bergamo e dei Bergamaschi) e Palazzo Rimani. In alto, in cima ad una larga scalinata, là dove in epoca medioevale sorgeva un castello, ecco quindi la parrocchiale di San Lorenzo, ricca di dipinti di notevole pregio come l’Adorazione dei Pastori di Palma il Vecchio. Tra le serrate abitazioni del centro storico, posto sulle pendici occidentali della vallata, si staglia la Parrocchiale San Lorenzo, nata nel 700 dall’ampliamento della precedente chiesa quattrocentesca, a sua volta addossata ad un edificio fortificato. L’interno, ornato da imponenti altari marmorei, vanta alcune buone tele di pittori locali. Poco distante è il Museo della Valle Brembana, con numerosi reperti etnografici e archeologici, provenienti dagli scavi effettuati in zona. E’ il più importante, ma non unico museo del luogo, che annovera anche il Museo di San Lorenzo, dedicato agli oggetti religiosi e all’arte sacra della valle Brembana.
Dista 18 chilometri da Bergamo, conta 9.026 abitanti (Zognesi) e ha una superficie di 34,9 chilometri quadrati per una densità abitativa di 258,62 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 334 metri sopra il livello del mare. Cenni anagrafici: Il comune di Zogno ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 8.724 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 9.026 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 3,46%.  Gli abitanti sono distribuiti in 3.294 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,74 componenti.Il territorio del comune risulta compreso tra i 291 e i 1.272 metri sul livello del mare.

Sedrina

L’origine del nome non e’ sicura. Alcuni studiosi tendono a farlo derivare da un nome etrusco, altri dal latino “Sedulina”, diminutivo di Sede. Già nota per i famosi Ponti sul Brembo, il più antico dei quali sembra risalire al 110. Notevole è anche la Parrocchiale, nata nel 400 sulle fondamenta di una più antica costruzione e poi dotata, nel 500 di una bella facciata rinascimentale tradizionalmente attribuita a Mauro Codussi, l’architetto nativo della valle Brembana che acquisì fama a Venezia. L’interno, a navata unica, conserva pregevoli opere d’arte, tra le quali spicca una Madonna in gloria e santi dipinta nel 1542 da Lorenzo Lotto.

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